Nella sede fiorentina di Menarini Group si è svolta la quarta edizione regionale del forum promosso da Italia Economy. Imprese, istituzioni, università e ricerca si sono confrontate su crescita, filiere, capitale umano e competitività del sistema produttivo toscano.
La sede fiorentina di Menarini Group ha ospitato, giovedì 18 giugno 2026, la quarta edizione di Disegnare il futuro Toscana, il forum promosso da Italia Economy e dedicato alle grandi sfide dell’innovazione, della competitività e dello sviluppo dei territori.
L’appuntamento, realizzato con il patrocinio di Regione Toscana, Università degli Studi di Firenze, Camera di Commercio di Firenze e IRPET, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, della ricerca e delle imprese per un confronto sulle prospettive di crescita della Toscana.
Al centro dei lavori, il ruolo strategico del sistema produttivo regionale, chiamato a rafforzare filiere, competenze, innovazione e capacità industriale in una fase di profonda trasformazione tecnologica, economica e organizzativa.
I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali di Lucia Fornai, Head of Governmental Affairs & Business Operations di Menarini Group, che ha accolto i partecipanti nella sede fiorentina del gruppo, introducendo un confronto dedicato al futuro produttivo della regione e al dialogo tra imprese, istituzioni e territori.
Toscana 2030: crescita, filiere e scenario economico
Il primo panel, Toscana 2030 – crescita e sviluppo: territori, filiere, giovani competenze e scenario macroeconomico, moderato da Cristina Seymandi, ha aperto il confronto sulle condizioni necessarie per sostenere la competitività regionale.
Lucia Aleotti, azionista e consigliere di amministrazione di Menarini Group, ha richiamato il valore strategico della farmaceutica e delle scienze della vita per la Toscana. Al centro del suo intervento, la necessità di rafforzare competenze STEM, percorsi universitari e ITS, riducendo il disallineamento tra formazione e fabbisogni dell’industria e sostenendo investimenti, ricerca e occupazione qualificata.
Fabrizio Bernini, presidente di Confindustria Toscana, ha posto l’accento sulla natura strutturale della fase che sta attraversando il manifatturiero. Formazione, cultura digitale, intelligenza artificiale e politica industriale sono emerse come leve urgenti per sostenere la competitività delle imprese toscane in un contesto internazionale segnato da costi elevati e forte pressione dei mercati esteri.
Massimo Manetti, presidente della Camera di Commercio di Firenze, ha contribuito alla riflessione sul ruolo degli organismi camerali nel sostenere le imprese, favorire connessioni territoriali e accompagnare i processi di crescita del tessuto economico locale. Il tema della collaborazione tra attori pubblici e privati è emerso come condizione essenziale per rafforzare l’ecosistema produttivo.
Alessandra Petrucci, rettrice dell’Università degli Studi di Firenze, ha portato al centro il ruolo dell’ateneo come infrastruttura stabile di innovazione. Il trasferimento di conoscenza, la co-progettazione con le imprese, i laboratori congiunti, i dottorati industriali e il rafforzamento delle competenze STEM sono stati indicati come strumenti decisivi per avvicinare formazione, ricerca e sistema produttivo.
Nicola Sciclone, direttore di IRPET, ha offerto il punto di vista dell’analisi economica, dentro uno scenario regionale caratterizzato da settori dinamici, come farmaceutica, turismo ed export, ma anche da fragilità produttive e territoriali. La sfida è trasformare le risorse disponibili e gli investimenti in produttività, lavoro qualificato e sviluppo strutturale.
Giuseppe Seghi Recli, consigliere delegato al Centro Studi e membro del consiglio di presidenza di Confindustria Toscana Centro e Costa, ha completato il panel con una riflessione sul ruolo delle filiere e delle reti d’impresa. La competitività passa dalla capacità di fare sistema, integrare competenze e sostenere i distretti in un percorso di evoluzione industriale.
Persone, competenze e valore nel futuro del Made in Italy
Il secondo panel, Persone, competenze, valore: il futuro del Made in Italy, moderato da Gioia Novena, ha messo al centro il capitale umano come leva di trasformazione e crescita.
Maria Cristina Iacazio, Chief Executive Officer di Toyota Material Handling Italia, ha evidenziato come l’intralogistica sia ormai parte integrante della competitività industriale, non più semplice funzione di supporto. Competenze tecnologiche, project management, pensiero critico, collaborazione e dialogo tra senior e giovani sono stati indicati come elementi decisivi per rendere più resilienti i processi produttivi.
Massimiliano Ristori, CEO di Emm&mmE Informatica, ha affrontato il tema della trasformazione digitale nelle imprese partendo da una parola chiave: cultura. La tecnologia produce valore quando viene introdotta dopo l’ascolto dell’organizzazione, lavorando su persone, processi e compliance, e accompagnando soprattutto le imprese meno mature a costruire consapevolezza e fiducia nell’innovazione.
Annamaria Ruffini, presidente di Events In & Out, ha portato il confronto sul terreno degli eventi, del turismo e della valorizzazione delle destinazioni. Il suo intervento ha sottolineato come oggi non basti promuovere un territorio: occorre capire quale valore autentico possa esprimere, preparare gli stakeholder e progettare esperienze coerenti con identità, cultura e sostenibilità del luogo.
Antonello Sanna, amministratore delegato di SCM SIM, ha approfondito il tema del family business, componente centrale del tessuto imprenditoriale toscano e italiano. Per affrontare passaggi generazionali, mercati instabili e nuove tecnologie, servono cultura finanziaria, conoscenza dei mercati, governance condivisa e capacità di integrare strumenti digitali e intelligenza artificiale nei processi decisionali.
Fabrizio Vigo, CEO & Co-Founder di Sevendata, ha richiamato il valore strategico dei dati per la competitività delle imprese. Il punto centrale non è solo disporre di informazioni, ma renderle affidabili, integrate e realmente utilizzabili: l’intelligenza artificiale può generare valore solo se poggia su basi informative solide e su competenze capaci di trasformare i dati in decisioni.
Toscana produttiva: l’evoluzione dei distretti industriali
Il terzo panel, Toscana produttiva: l’evoluzione dei distretti industriali, moderato da Gioia Novena, ha approfondito il ruolo dei distretti come piattaforme di competenze, filiere e competitività internazionale.
Marco Bertola, Global CEO di Fosber, ha evidenziato come i distretti toscani restino un vantaggio competitivo fondato su concentrazione di competenze, professionalità e capacità manifatturiera. La sfida dei prossimi anni sarà preservare questo patrimonio, rendendolo però più aperto, internazionale e attrattivo per le nuove generazioni e per gli investitori.
Lorenzo Romani, responsabile marketing di DIFE, ha posto l’accento sull’economia circolare come componente strutturale della competitività dei distretti. Per DIFE, il recupero e la valorizzazione dei materiali rappresentano da sempre parte della missione aziendale; oggi il tema si traduce in un lavoro consulenziale e tecnico accanto alle imprese, per massimizzare riciclo, riutilizzo e riduzione del ricorso a discarica.
Giuseppe Saracino, CFO di Marchesi Frescobaldi società agricola, ha portato il punto di vista del distretto vitivinicolo toscano, chiamato a crescere sui mercati internazionali senza perdere ciò che lo rende unico. Reputazione globale, sostenibilità, cambiamento climatico, nuove abitudini di consumo e valorizzazione del territorio sono le principali sfide di un comparto che continua a rappresentare un asset identitario della Toscana.
La quarta edizione di Disegnare il futuro Toscana ha confermato il valore di un confronto trasversale tra imprese, istituzioni, università e ricerca. Dalla farmaceutica alla manifattura, dalla logistica ai dati, dagli eventi all’economia circolare, fino ai distretti industriali e al vitivinicolo, è emersa una visione comune: la competitività della Toscana passerà sempre più dalla capacità di integrare innovazione, capitale umano, filiere e collaborazione.
L’iniziativa si è conclusa con un momento dedicato alle relazioni di network B2B, pensato per favorire il dialogo tra relatori, imprese, professionisti e partecipanti. Un’occasione per rafforzare quelle connessioni tra attori pubblici e privati che rappresentano una delle condizioni decisive per costruire nuove traiettorie di crescita per il territorio.

























