A margine del forum ospitato da Menarini Group a Firenze, Italia Economy raccoglie in una serie di videointerviste le prospettive di Toyota Material Handling Italia, SCM SIM, Sevendata e DIFE su capitale umano, dati, continuità d’impresa, filiere e sostenibilità
Dopo la quarta edizione di Disegnare il futuro Toscana, ospitata giovedì 18 giugno 2026 nella sede fiorentina di Menarini Group, Italia Economy propone un approfondimento dedicato ad alcuni dei protagonisti dell’iniziativa.
Le videointerviste raccolte a margine del forum consentono di proseguire il confronto avviato durante l’evento, entrando nel merito di quattro temi centrali per il sistema produttivo toscano: l’evoluzione dei processi industriali, il ruolo delle competenze, il valore dei dati, la continuità delle imprese familiari e la sostenibilità come leva competitiva per le filiere.
Dalla logistica industriale alla consulenza strategica, dall’intelligenza artificiale all’economia circolare, emerge una lettura concreta delle trasformazioni che le imprese sono chiamate ad affrontare nei prossimi anni. Quattro prospettive diverse, accomunate da una stessa consapevolezza: innovare significa ripensare modelli organizzativi, competenze, strumenti e relazioni tra impresa e territorio.
Toyota Material Handling Italia: persone, processi e intralogistica
Con Maria Cristina Iacazio, Chief Executive Officer di Toyota Material Handling Italia, il confronto si concentra sul ruolo dell’intralogistica nei processi produttivi contemporanei. Un ambito che non può più essere considerato una funzione di supporto, ma una componente strategica della competitività industriale.
«L’intralogistica non è più soltanto un’ancella del sistema produttivo», ha spiegato Iacazio, sottolineando come la gestione dei flussi interni, l’automazione e la capacità di coordinare processi sempre più complessi incidano direttamente sull’efficienza delle imprese.
La videointervista approfondisce anche il rapporto tra tecnologia e capitale umano. Accanto a profili tecnici legati ad automazione, intelligenza artificiale e cyber security, diventano infatti centrali competenze trasversali: project management, problem solving, pensiero critico e capacità di collaborazione.
«Accanto alle figure tecnologiche servono persone capaci di gestire progetti complessi, lavorare in team e risolvere problemi», ha evidenziato. Uno dei passaggi più significativi riguarda il dialogo tra generazioni: l’esperienza dei profili senior e la rapidità digitale dei giovani devono diventare parte di un patrimonio condiviso, capace di preservare know-how e accelerare innovazione.
SCM SIM: continuità, governance e cultura finanziaria
La videointervista ad Antonello Sanna, amministratore delegato di SCM SIM, porta al centro il tema del family business, una componente decisiva dell’economia toscana e italiana.
Il passaggio generazionale, oggi, non riguarda soltanto la proprietà dell’impresa, ma anche la trasmissione di visione, competenze e responsabilità. In un contesto segnato da mercati instabili, trasformazioni tecnologiche e nuovi equilibri internazionali, gli imprenditori sono chiamati a sviluppare strumenti più evoluti per proteggere il patrimonio costruito e accompagnare la crescita futura.
«Oggi l’imprenditore deve confrontarsi con un ambiente molto diverso dal passato», ha osservato Sanna. Non bastano più intuizione, competenza commerciale o conoscenza del prodotto: servono capacità di lettura dei mercati, cultura finanziaria e modelli di governance più strutturati.
Nel corso dell’intervista emergono tre direttrici fondamentali: conoscenza dei mercati, capacità di interpretare i numeri dell’azienda e condivisione delle responsabilità nei processi decisionali. A queste si aggiunge il tema della digitalizzazione, con particolare attenzione all’intelligenza artificiale come strumento in grado di incidere sulla velocità delle decisioni, sulla qualità del controllo e sulla riduzione dei costi.
Il punto centrale è la necessità di preparare le nuove generazioni non solo a ereditare un’azienda, ma a guidarla in uno scenario profondamente diverso da quello in cui è nata.
Sevendata: il valore strategico delle informazioni
Con Fabrizio Vigo, CEO & Co-Founder di Sevendata, il focus si sposta sul valore dei dati e sul loro rapporto con l’intelligenza artificiale.
La videointervista affronta un tema centrale per le imprese: disporre di molte informazioni non significa automaticamente saperle usare. Perché i dati diventino una leva di crescita servono qualità, affidabilità, integrazione e competenze capaci di trasformarli in decisioni operative.
«L’AI non è una fonte in sé», ha spiegato Vigo, ricordando come la qualità degli output dipenda direttamente dalla qualità dei dati che alimentano i modelli. L’intelligenza artificiale può accelerare processi, analisi e sviluppo commerciale, ma il suo valore dipende dalla solidità delle basi informative su cui viene costruita.
Il tema riguarda in modo particolare le PMI, che spesso possiedono un patrimonio informativo rilevante ma non sempre strutturato. La sfida è rendere accessibili strumenti e competenze che permettano anche alle realtà meno organizzate di utilizzare dati e AI come supporto alla crescita.
In questa prospettiva, il dato diventa una vera infrastruttura strategica: uno strumento per leggere mercati, clienti, rischi, opportunità e performance, trasformando la tecnologia da semplice supporto operativo a leva per la competitività.
DIFE: sostenibilità e gestione ambientale per le filiere
La quarta videointervista è dedicata a Lorenzo Romani, responsabile marketing di DIFE, azienda attiva nella gestione, nel trattamento e nella valorizzazione dei rifiuti.
Il contributo di DIFE consente di leggere il tema della sostenibilità da una prospettiva concreta e industriale. Nei distretti produttivi, infatti, la gestione ambientale non è più soltanto un adempimento normativo, ma una componente sempre più rilevante della competitività delle imprese e della tenuta delle filiere.
«Per DIFE l’economia circolare ha sempre rappresentato missione e visione», ha raccontato Romani, richiamando un percorso aziendale che parte dal recupero e dalla valorizzazione dei materiali e arriva oggi a un ruolo sempre più consulenziale e tecnico accanto alle imprese.
L’intervista approfondisce il ruolo dell’economia circolare nei settori produttivi toscani, dal cartario all’alimentare, dal tessile-moda all’industria navale. La gestione degli scarti, il recupero dei materiali e la possibilità di reintrodurli nei cicli produttivi diventano strumenti per ridurre sprechi, ottimizzare processi e costruire modelli industriali più sostenibili.
In questo percorso, il ruolo di DIFE non è solo operativo: accompagnare le aziende nella gestione dei rifiuti significa individuare soluzioni più efficienti, semplificare processi complessi e contribuire alla trasformazione dei residui in nuove opportunità di valore.
Quattro prospettive per raccontare la Toscana produttiva
Le videointerviste con Toyota Material Handling Italia, SCM SIM, Sevendata e DIFE compongono un percorso di approfondimento complementare al racconto dell’evento. Quattro realtà diverse, attive in ambiti differenti del sistema economico, che restituiscono una visione comune: la competitività futura passerà dalla capacità di integrare tecnologia, competenze, processi, dati e sostenibilità.
A emergere è una Toscana produttiva che non può limitarsi a conservare i propri punti di forza, ma deve renderli evolutivi. Rafforzare il capitale umano, accompagnare il ricambio generazionale, utilizzare meglio le informazioni, trasformare la sostenibilità in leva industriale e costruire filiere sempre più efficienti e collaborative sono alcune delle direttrici emerse dalle interviste.
Le voci dei partner raccolte a margine di Disegnare il futuro Toscana diventano così un ulteriore livello di lettura del forum: non solo il racconto di una giornata di confronto, ma una raccolta di esperienze e visioni utili per comprendere come le imprese stanno affrontando il cambiamento e quali traiettorie potranno sostenere la crescita del territorio nei prossimi anni.




