Nell’economia toscana cresce il peso dell’imprenditoria femminile, la cultura del welfare e della parità di genere
In Toscana il 33,4% dei lavoratori indipendenti è donna. Un valore superiore alla media nazionale, che si ferma al 32,6%. E’ stato questo uno dei dati resi noti dall’Ufficio Studi di Confartigianato durante i lavori della Convention Nazionale del Movimento Donne Impresa, che si è svolta a Roma il 20 maggio per celebrare contemporaneamente gli 80 anni dal diritto di voto alle donne e quelli di Confartigianato. Era presente una delegazione di imprenditrici toscane, con la presidente regionale Stella Bevilotti e la vicepresidente Elisa Colzi.
La Toscana si conferma quindi come una delle regioni più virtuose sul fronte dell’imprenditoria rosa. Per la presidente del Movimento Donne Impresa Confartigianato Toscana Stella Bevilotti: “Nonostante le conseguenze delle crisi internazionali e dell’aumento dei prezzi dell’energia, che stanno mettendo a rischio l’export e le catene di approvvigionamento globali, le imprenditrici toscane sono sempre più protagoniste nel tessuto economico e oggi nella nostra Regione un lavoratore indipendente su tre è donna”.
Secondo il report presentato dall’Ufficio Studi a livello nazionale permangono però importanti criticità. In Italia sono 43.535 le imprenditrici colpite dalle conseguenze della crisi energetica. L’Italia è prima in Europa come numero di imprenditrici (circa 1,6 milioni) ma è in ritardo sul welfare. Tra il 2021 e il 2025, l’occupazione indipendente in Italia, è stata trainata proprio dalla componente femminile, cresciuta del 9,8% (a fronte del +6,6% della media UE).
Elevatissimo anche il profilo qualitativo: il 42,3% delle donne indipendenti in Italia possiede una laurea. Tuttavia, l’Italia detiene il record negativo europeo di giovani donne inattive tra i 25 e i 34 anni (oltre un milione, di cui 265mila laureate). Il tasso di occupazione femminile complessivo si ferma al 38,8% (rispetto al 49,5% della media UE) e il 54,5% delle donne non lavora per motivi familiari.
Continua Stella Bevilotti: “In Toscana vi è crescente attenzione verso l’importanza del welfare aziendale per la conciliazione tra vita professionale e personale. Confartigianato Imprese Toscana ha promosso la conoscenza del bando regionale per la realizzazione di piani di welfare aziendale e anche quella delle prestazioni e dei servizi erogati dall’EBRET – Ente Bilaterale dell’Artigianato Toscano, disponibili a favore sia degli imprenditori sia dei dipendenti delle imprese”.
“Nella nostra Regione – prosegue la presidente – cresce il numero di organizzazioni che ottengono la certificazione della parità di genere, un percorso che obbliga le aziende a intervenire su welfare, conciliazione vita-lavoro, equità salariale, trasparenza nelle carriere, tutele contro le discriminazioni. Secondo i dati di Accredia, sono oltre 2.800 le sedi di imprese ad oggi certificate”.
Conclude Stella Bevilotti: “Le imprese artigiane femminili in Toscana rappresentano un patrimonio culturale ed economico dal valore inestimabile. Per tutelarlo chiediamo misure adeguate, in particolare una formazione di qualità ed un welfare che aiutino le donne a fare impresa, in un contesto difficile come quello attuale, e ad impegnarsi e a realizzarsi nel mondo del lavoro”.




