Infrastrutture toscane: Confartigianato lancia l’allarme su tre nodi critici. Michela Fucile: “Colmare i ritardi del passato è ormai una questione di sopravvivenza per il nostro tessuto produttivo”.
«Senza interventi immediati sulla viabilità del corridoio tirrenico, sulla ferrovia Firenze-Viareggio e sui porti di Livorno e Marina di Carrara e le loro infrastrutture di collegamento, la Toscana rischia l’aggravarsi della crisi economica in molti settori, la chiusura di imprese e la perdita di posti di lavoro». La vicepresidente di Confartigianato Imprese Toscana Michela Fucile, con delega alle infrastrutture e alla mobilità, chiede che vengano colmati i ritardi storici nell’adeguamento e nella messa in sicurezza di queste importanti infrastrutture.
«Il completamento e l’adeguamento del Corridoio Tirrenico, in particolare nel tratto tra Rosignano e Civitavecchia – afferma -, non sono più rinviabili. L’incremento del traffico stagionale accentua le criticità croniche dell’arteria: rallentamenti, corsie insufficienti e pericolosi incroci a raso mettono a rischio la sicurezza delle persone. La tutela della vita umana deve essere la priorità assoluta. Parliamo di un’infrastruttura vitale per l’economia regionale e i collegamenti interregionali; le attuali inefficienze penalizzano il trasporto merci delle nostre imprese e scoraggiano i flussi turistici verso territori dalle potenzialità enormi».
La seconda priorità per la vicepresidente è il raddoppio della linea ferroviaria Firenze-Pistoia-Lucca-Viareggio. Un’opera indispensabile per la mobilità sostenibile e per l’integrazione economica tra l’area metropolitana fiorentina e la costa. «Purtroppo, i ritardi cronici nei cantieri e la persistenza di passaggi a livello – sottolinea la Fucile – causano continui disservizi e soppressioni di corse. Le imprese toscane e i pendolari necessitano di tempi di percorrenza certi e di un’infrastruttura moderna: non possiamo più tollerare che una direttrice che collega poli produttivi e città turistiche fondamentali sia bloccata da continue sospensioni della circolazione per lavori».
Infine, Confartigianato Imprese Toscana chiede interventi strutturali urgenti per i porti di Livorno e Marina di Carrara. «Le attuali carenze infrastrutturali, la mancanza di investimenti in innovazione e i collegamenti deficitari con l’entroterra – afferma l’esponente di Confartigianato- impediscono di intercettare appieno le opportunità della logistica internazionale e del turismo crocieristico. I nostri scali rischiano l’emarginazione: se non saremo in grado di potenziare l’accoglienza e l’efficienza, i benefici economici andranno ad altre Regioni. Non possiamo restare a guardare mentre le grandi rotte commerciali e crocieristiche ci ignorano».
Michela Fucile conclude con un appello alla Regione Toscana e al Governo: «Le micro e piccole imprese toscane sono il motore della nostra economia, ma senza strade, treni e porti moderni rischiano la crisi. Chiediamo alle istituzioni di essere ascoltati affinché le nostre infrastrutture siano modernizzate secondo una visione strategica d’insieme, non con interventi isolati. Colmare i ritardi del passato è ormai una questione di sopravvivenza per il nostro tessuto produttivo”.




