Demografia imprenditoriale nel secondo trimestre 2026: Pistoia e Prato tengono, ma pesa la crisi del manifatturiero
Al 30 giugno 2026 si contano 56.578 imprese attive nell’area Pistoia-Prato. Saldo nati-mortalità positivo (+260 imprese nel trimestre)
Mantiene una sostanziale tenuta la base produttiva delle province di Pistoia e Prato nel secondo trimestre del 2026.
Secondo i dati elaborati dall’ufficio Studi e Informazione economica della Camera di commercio di Pistoia-Prato, al 30 giugno 2026 le imprese attive nei due territori sono complessivamente 56.578, di cui 27.030 a Pistoia e 29.548 a Prato.
La variazione tendenziale aggregata della consistenza è lo 0,1% in più rispetto a fine giugno 2025, confermando una dinamica migliore rispetto sia alla media della Toscana (-1,0%) sia a quella nazionale (-0,9%).
Il bilancio tra iscrizioni e cessazioni nel trimestre registra un saldo netto positivo di +260 unità (1.105 iscrizioni a fronte di 845 cessazioni). A sostenere la struttura del tessuto economico interprovinciale è il costante consolidamento delle società di capitale (+2,9% a Pistoia e +5,1% a Prato), a fronte del ridimensionamento delle società di persone e di un rallentamento delle ditte individuali.
“I dati del secondo trimestre ci restituiscono la fotografia di un sistema economico locale capace di reagire e di mostrare una sostanziale tenuta, con tassi di crescita della base produttiva che superano o sono in linea con le medie regionale e nazionale. A fare da traino è la spinta verso forme giuridiche più strutturate come le società di capitale, unitamente alla vitalità del terziario avanzato, dei servizi alle imprese e del turismo.” – commenta Dalila Mazzi, Presidente della Camera di commercio di Pistoia-Prato – “Non possiamo tuttavia trascurare le persistenti difficoltà che colpiscono il manifatturiero e in particolare il comparto moda, snodo centrale per la nostra economia. Come Camera di commercio continuiamo a sostenere le imprese del territorio con risorse e servizi dedicati alla transizione digitale ed ecologica, all’internazionalizzazione e allo sviluppo delle competenze.”
LA SITUAZIONE IN PROVINCIA DI PISTOIA
In provincia di Pistoia le imprese attive al 30 giugno 2026 sono 27.030, evidenziando una sostanziale stabilità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-0,1%).
Nel solo secondo trimestre dell’anno la base imprenditoriale pistoiese registra tuttavia un vivace tasso di crescita del +2,3%, posizionandosi nettamente al di sopra sia del dato toscano (+1,0%) sia di quello nazionale (+0,8%), con un saldo netto positivo tra nuove iscrizioni e cessazioni pari a +176 unità.
Le iscrizioni si concentrano in particolare nei servizi alle imprese, nel commercio, nelle costruzioni e nell’agricoltura.
Analizzando la struttura economica provinciale per comparti, l’agricoltura mostra segnali di ripresa con un incremento dell’1,0% rispetto a giugno 2025, trainata dalle buone performance delle aziende specializzate nella riproduzione delle piante (+1,3%).
Risultano stabili le costruzioni (+0,1%), dove la tenuta dei lavori di muratura e intonacatura (+2,3%) e dell’installazione di impianti (+0,6%) compensano la diminuzione del numero di imprese specializzate nei lavori di completamento e finitura degli edifici.
Continua invece a ridursi il numero delle imprese attive nel manifatturiero (-2,5% complessivo) con andamenti negativi in quasi tutti i principali settori di specializzazione. Sul comparto pesano le flessioni del sistema moda ( -0,8% abbigliamento, -5,3% tessile e -10% pelletteria/calzature), dell’industria chimico-farmaceutica, plastica e gomma ( -4,6%), del settore legno e mobile (-3,3%) e della meccanica ed elettronica (-2,3%). Più contenuta, ma comunque negativa, l’industria alimentare (-1,5%). Stabile la consistenza nel settore della carta, cartotecnica ed elettronica.
Sul fronte del commercio si registra un calo complessivo del -2,1%, per effetto delle flessioni riscontrate sia nel commercio all’ingrosso (-2,0%) sia nelle vendite al dettaglio (-2,2%).
I servizi turistici, di alloggio e ristorazione accusano una contrazione del -1,6%, sintesi del ridimensionamento dei bar e ristoranti (-1,6%) e, soprattutto, delle agenzie di viaggio e tour operator (-5,5%).
Si evidenzia invece un andamento ampiamente favorevole nei servizi alle imprese e nei servizi alla persona (+1,7%). I servizi alle imprese (+1,6%) raggiungono quota 6.079 imprese attive. In questo comparto spiccano le marcate espansioni dei servizi dei media e della comunicazione (+5,5%), dei servizi avanzati di supporto alle imprese (+5,0%), dei servizi finanziari e assicurativi (+3,5%) e dei servizi informatici e telecomunicazioni (+3,4%), che compensano il calo nei trasporti e magazzinaggio (-0,8%) e la sostanziale stabilità dei servizi operativi (+0,2%).
Continuano infine a crescere i servizi alla persona (+1,9% complessivo), spinti dalle attività culturali, ricreative e del benessere (+2,7%) e dall’assistenza sociale e sanità privata (+3,0%), contro una lieve flessione nella manutenzione e riparazione (-0,7%).
LA SITUAZIONE IN PROVINCIA DI PRATO
In provincia di Prato le imprese attive raggiungono quota 29.548 alla fine del secondo trimestre 2026, con un andamento ancora moderatamente positivo (+0,4%) rispetto a giugno dell’anno precedente, sebbene in rallentamento rispetto alla crescita sperimentata nel primo trimestre 2026 (+0,7%).
Tra aprile e giugno il bilancio demografico tra iscrizioni e cessazioni genera un saldo netto positivo di +84 attività, che corrisponde a un tasso di crescita trimestrale del +1,0%, in linea con le medie regionale e nazionale.
Le iscrizioni si concentrano in particolare nel manifatturiero (in particolare nelle confezioni), nel commercio e nei servizi alle imprese.
Analizzando la struttura economica pratese, il manifatturiero registra una flessione complessiva del -1,3%, con perdite diffuse tra i principali settori di specializzazione. Nel comparto moda (-1,5%) proseguono le difficoltà del tessile (-3,0%), con cali marcati nella produzione di tessuti e tessiture (-5,5%), nella fabbricazione di tessuti a maglia (-3,4%), negli articoli tecnici e per uso industriale (-3,3%) e nella produzione di filati e filature (-1,7%). Rimane invece stabile la consistenza delle imprese di finissaggio dei tessili (-0,3%). Pesante, nel secondo trimestre, la contrazione nel settore della pelletteria (-7,4%), mentre è più contenuto il calo del numero delle confezioni di articoli di abbigliamento (-0,8%).
Tra gli altri comparti industriali si rilevano contrazioni nella carta, cartotecnica e stampa (-7,0%), nella trasformazione agro-alimentare (-4,7%), nella metalmeccanica ed elettronica (-2,5%) e nell’industria chimico-farmaceutica, plastica e gomma (-2,4%).
Nelle costruzioni si rileva una sostanziale stabilità (-0,1%), mentre nell’agricoltura si registra una lieve contrazione (-0,3%).
Nel commercio si osserva un leggero incremento (+0,5%), sintesi tra la crescita del commercio all’ingrosso (+2,1%) e la continua flessione delle vendite al dettaglio (-1,5%).
Particolarmente vivace risulta il settore dei servizi turistici, di alloggio e ristorazione, che continua a crescere (+1,9%). Il volano principale è rappresentato dal forte balzo delle strutture ricettive (+9,1%), affiancato dal trend positivo di bar e ristoranti (+1,1%) e delle agenzie di viaggio e tour operator (+3,7%).
Il comparto dei servizi, che ha superato quota 9.000 imprese attive, segna un aumento dell’1,4% su base annua. Tra le componenti più dinamiche spiccano i servizi dei media e della comunicazione (+7,9%), i servizi finanziari e assicurativi (+7,0%), i servizi avanzati di supporto alle imprese (+4,9%), affiancati dai servizi informatici e delle telecomunicazioni (+1,5%), dai servizi operativi di supporto alle imprese (+0,4%) e dai servizi alle persone (+0,3%). Prosegue invece la flessione nei servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio (-1,1%).




