Turismo e IA: ChatGPT “snobba” hotel e Regioni. Solo il 10% delle fonti citate è ufficiale
I blog di viaggio battono gli enti pubblici e le agenzie online (OTA) valgono quattro volte i siti degli alberghi. I dati dell’Osservatorio RankWit AI – TTG Italia svelano chi decide davvero dove vanno in vacanza gli italiani nell’era dell’Intelligenza Artificiale
Chi sceglie dove dormirà il turista che chiede a ChatGPT consigli sulla Puglia? Spoiler: né il sindaco, né l’albergo. Quando un assistente racconta l’Italia, solo 8 citazioni su 100 vengono da un sito di promozione turistica (SPT) e 2 dal sito ufficiale di un albergo. Le altre 90 sono di giornali, mappe, blog, portali privati e agenzie di prenotazione online (OTA), che da sole ne raccolgono 15.
I dati emergono dalle prime rilevazioni dell’Osservatorio AI visibility sul turismo italiano di RankWit AI in collaborazione con TTG Italia, nato dall’analisi di un set di 2.837 domande di viaggio poste ogni mese a cinque assistenti AI, dietro cui ci sono ben 65,7 milioni di ricerche Google l’anno. La ricerca completa viene presentata a TTG Travel Experience (Rimini Expo Centre, dal 14 al 16 ottobre 2026).
Il dato è particolarmente rilevante perché nella ricerca conversazionale la citazione è l’unico momento in cui il turista vede un nome e un link da aprire. Lì la decisione può restare sul territorio o passare a un intermediario che la monetizza altrove. Nove volte su dieci, va altrove
Blog di viaggio e portali immobiliari battono le istituzioni
Fra i siti che gli assistenti aprono più spesso ci sono Travel365, il Corriere della Sera, Google Maps, Visit Italy e blog personali senza ufficio stampa né budget di promozione. Messi insieme, i blogger che raccontano un lago e spiegano come arrivarci pesano più di tutti gli SPT italiani, cioè i siti di promozione turistica, gestiti da DMO, enti pubblici o operatori privati. In classifica entra anche Idealista, portale immobiliare, citato per spiegare borghi e località di mare.
La ragione è meccanica: per rispondere, l’assistente cerca la pagina con nomi, distanze, mesi e prezzi, e la trova più spesso in un blog che in un portale istituzionale, pensato per chi lo visita e non per chi deve rispondere a una domanda.
OTA superano gli hotel 4 a 1 e la Toscana guida la classifica regionale
Negli assistenti AI le OTA battono gli hotel quasi quattro a uno. Escluse le domande che chiedono esplicitamente un hotel, il 35% delle risposte cita almeno un portale di prenotazione e solo il 9% il sito ufficiale di una struttura. La dipendenza dagli intermediari che gli albergatori combattono da decenni si ripresenta intatta nel nuovo canale, e scatta prima ancora della prenotazione. L’assistente consiglia l’hotel con il link dell’OTA già dentro.
Per i territori il quadro non è più rassicurante, e va letto con due numeri diversi. Il primo dice che almeno un SPT compare nel 35% delle risposte. Vuol dire che in due risposte su tre un luogo italiano viene raccontato e consigliato senza che un SPT del territorio compaia mai. Il secondo dice quanto pesano gli SPT fra tutte le fonti citate, ovvero 8 link su 100. Anche quando c’è, infatti, è quasi sempre una fonte fra tante, perché ogni risposta ne apre diverse. Per gli alberghi lo scarto è lo stesso. Il loro sito compare nel 9% delle risposte, ma pesa 2 link su 100.
Quando le domande riguardano l’Italia in generale, l’AI cita la Toscana in 85 risposte su 100. Seguono Veneto (72%), Campania (69%), Lazio (64%) e Sicilia (57%). La visibilità è concentrata: le prime cinque regioni si prendono il 47% del totale, le ultime cinque solo il 6%.
La risposta tecnologica: ottimizzazione SEO e GEO direttamente in rete
Con RankWit Edge, la tecnologia che RankWit presenta a TTG Travel Experience, hotel e destinazioni ottimizzano il proprio sito per gli assistenti AI con un clic, senza interventi complessi sul CMS. RankWit Edge risolve in automatico le criticità tecniche e coglie le opportunità di posizionamento, anche su un sito vecchio, su una piattaforma chiusa o su un portale gestito da altri. È la prima soluzione SEO e GEO che lavora dentro la rete di consegna delle pagine, e nello stesso strumento misura ogni mese le domande vere rivolte agli assistenti e produce i contenuti che vi rispondono.
«Per vent’anni si è lavorato per arrivare primi in un elenco di dieci link. Quell’elenco non c’è più – afferma Dario Valastro, CEO di RankWit – Oggi conta sapere da quali fonti l’assistente prende le informazioni quando risponde a un ospite, e se il tuo nome è fra quelle. Per il turismo italiano, il sito di promozione turistica del territorio manca in due risposte su tre, il sito dell’albergo in nove su dieci. È un problema serio, ma ora si misura ogni mese, come l’occupazione delle camere».
«Un albergo o una destinazione non devono più aspettare il rifacimento del sito per farsi leggere da un assistente – aggiunge Vincenzo Marragony, CTO di RankWit. – Con RankWit Edge contenuti e correzioni valgono subito, e il risultato si misura sulle domande del mese dopo».
Come funziona l’Osservatorio: 65 milioni di ricerche sotto la lente dell’AI
L’Osservatorio AI Visibility nasce per dare al turismo italiano uno strumento di misurazione condiviso e costante. Il funzionamento è semplice ma rigoroso: ogni mese un panel di 2.837 domande di viaggio, estratte da oltre 65,6 milioni di ricerche reali su Google, viene interpellato su ChatGPT, Perplexity, Copilot, Grok e Gemini.
I test coprono 737 località selezionate da fonti ufficiali (ISTAT, Ministero, comprensori sciistici e parchi). L’Osservatorio analizza ogni singola risposta, registrando luoghi, alberghi e link citati per capire chi sta davvero guidando le scelte dei turisti tra enti locali, hotel, agenzie online e blog




