Fino a 12.000 euro per le aziende che investono sul benessere dei dipendenti. Confcommercio Livorno promuove i contributi per la conciliazione aziendale
Aiutare le imprese a costruire ambienti di lavoro nei quali sia più semplice conciliare responsabilità professionali e familiari, sostenendo anche economicamente le aziende che scelgono di intraprendere questo percorso.
È l’obiettivo dell’iniziativa nazionale “Il lavoro a misura di famiglia”, attivata da Unioncamere in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche della famiglia e Dipartimento per le pari opportunità.
Il progetto accompagna le imprese verso la Certificazione UNI/PdR 192:2026, dedicata proprio alla conciliazione tra vita familiare e vita lavorativa, mettendo a disposizione contributi per coprire parte dei costi necessari a ottenere la prima certificazione.
“Parliamo spesso della difficoltà delle imprese nel trovare e trattenere personale”, sottolinea il direttore generale di Confcommercio Provincia di Livorno Federico Pieragnoli. “La retribuzione conta, naturalmente, ma oggi contano sempre di più anche l’organizzazione del lavoro e la possibilità per una persona di non essere costretta a scegliere continuamente tra il proprio lavoro e la propria famiglia. Per un’impresa riuscire a migliorare questo equilibrio può diventare anche un elemento di attrattività”.
I contributi variano in base alle dimensioni aziendali: si parte da 1.800 euro per le imprese fino a 5 addetti, fino ad arrivare a un massimo di 12.000 euro per quelle con oltre 250 addetti. Le domande possono essere presentate dal 21 settembre 2026.
Accanto al sostegno economico sono previste attività di assistenza tecnica, formazione e incontri informativi rivolti sia alle aziende sia ai consulenti.
“Quando parliamo di conciliazione tendiamo ancora troppo spesso a pensare che sia una questione femminile”, osserva Delia Del Carlo, presidente di Terziario Donna Confcommercio Livorno. “Non lo è. Riguarda una madre come un padre, chi ha bambini piccoli ma anche chi deve occuparsi di un genitore anziano o di una persona fragile. Dietro ogni lavoratore c’è una vita reale, con imprevisti, responsabilità e necessità che non scompaiono quando si entra in azienda”.
“Questo non significa che per le imprese sia sempre semplice organizzarsi”, prosegue Del Carlo. “Soprattutto nelle attività più piccole, dove anche l’assenza di una sola persona può pesare moltissimo. Proprio per questo servono strumenti concreti e non soltanto principi. Se un bando aiuta l’impresa a trovare soluzioni compatibili con la propria organizzazione, può essere un’opportunità utile sia per il lavoratore sia per l’azienda”.
Confcommercio Livorno invita quindi le imprese interessate a valutare l’opportunità offerta dal bando e il percorso di accompagnamento previsto dall’iniziativa.




