Città del Castagno e Uncem per due milioni di ettari di Italia. Accordo siglato: la castanicoltura sta nel futuro del paese. Valori e tradizione per rigenerare pezzi di territori spariti dai radar
La castanicoltura al centro delle politiche per la montagna. La firma del protocollo d’intesa tra Uncem e Associazione Nazionale Città del Castagno, nella sede dell’Unione dei Comuni dell’Amiata, rappresenta un passo importante per rilanciare una filiera che unisce economia, ambiente, cultura e tutela del territorio. Tradizione e innovazione: due milioni di ettari di Italia sono castagneti in abbandono sui versanti delle montagne di mezzo di Alpi e Appennino. Fasce di territori spariti finora dei radar. Serve un rilancio, con un Masterplan che Città del Castagno e Uncem stanno elaborando partendo da valorizzazion di frutto, legno e servizi ecosistemici. Non a caso il Consorzio forestale dell’Amiata è un modello, insieme con la Segheria Valle Sacra e i suoi pali di castagno certificati, con Silvateam e chi fa tannini per nutraceutica e chimica verde, ma anche le associazioni che valorizzano IGP di Marrone e Castagne, sparsi tra le montagne del Paese. Con nuovi giovani che aderiscono.
A firmare il protocollo, Lorenzo Fazzi, Presidente dell’Associazione Città del Castagno, e Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem. La Toscana è centrale nelle politiche per la montagna, grazie a un intenso lavoro fatto da Uncem – che prosegue con nuovi stimoli, persone, obiettivi – e a una Regione che oltre alla “Toscana diffusa” deve oggi puntare di più sulle geografie della montagna. Che è appennino e non “area interna” (è anzi “centrale” per il Paese) e Uncem può fare un grande lavoro su distretti del bio, dell’alimentare, del commercio, sui Comuni aggregati per NOI, sui servizi a rete. Sulle comunità che diventano istituzione facendo istituzione, Politica. Piccoli Comuni insieme, uniti anche dal castagno, in un patto nuovo con città e aree di costa. Come Uncem ribadirà ad agosto con Legambiente a Festambiente a Rispescia. Mai da soli. Insieme nel NOI. Il castagno lo insegna.
“I castagneti rappresentano un patrimonio paesaggistico e ambientale di grande valore. La loro manutenzione e il recupero delle aree abbandonate possono contribuire alla tutela del suolo, alla prevenzione del dissesto idrogeologico e alla gestione sostenibile del territorio”, evidenzia Fazzi. “Nuovi giovani – prosegue – si interessano al patrimonio che era fino a poco tempo fa dimenticato. Ora si cambia. La centralità della montagna diventa necessaria al Paese”.
“Di fatto, il protocollo è l’azione di Uncem con Città del Castagno contribuisce a mettere in luce, a rimappare, a rimettere in vita due milioni di ettari di Italia – evidenzia Bussone, Presidente di Uncem e di PEFC Italia, per la certificazione forestale – I castagneti abbandonati, i versanti impoveriti da una dimenticanza non solo dei proprietari pubblici e privati dei terreni. Ma di tutto il Paese. Un pezzo di Italia sparito dai radar. Spariti, come i complessivi 11 milioni di ettari di foresta, il 38% dell’Italia che troppi non sanno di avere. Incredibile. Invece dobbiamo dargli valore. Pagando con fondi del programma di sviluppo rurale le potature dei castagneti abbandonati ad esempio, favorendo consorzi forestali, pianificazione e certificazione. L’Amiata con il consorzio lo dimostra. Basta importazioni dall’estero di castagne per marron glacés spacciati per italiani. Valorizziamo il made in Italy non solo a parole, proclami, convegni. Facciamo in modo che le filiere siano locali e territoriali, dando valore ai proprietari e non solo agli intermediari, qualora ce ne fossero. Come abbiamo detto con il Centro nazionale di Castanicoltura di Chiusa di Pesio da tempo, abbiamo bisogno di intelligenze, di tradizione e di innovazione tecnologica. Si parte dal bosco, e il castagno abbandonato è foresta che invece deve tornare a essere produttivo con un Piano sul castagno, di settore, che il MInistero dell’Agricoltura tiene bloccato da troppo tempo. Togliamolo dalle secche. Per non lasciare fuori dai radar 2 milioni di Italia. Spariti. Abbandonati. Senza un senso logico. Torniamo a dargli valore. I Comuni insieme, Unioni e Comunità montane, ci credono”.




