Il Welfare Italia Index 2025 colloca la regione al settimo posto nazionale. Bassa povertà familiare, buona sanità e servizi per l’infanzia tra i principali punti di forza
In un Paese che da anni discute di sostenibilità dei sistemi sociali, la qualità del welfare diventa sempre più una questione strategica per la competitività dei territori. Non riguarda soltanto sanità e assistenza, ma la capacità complessiva di una regione di garantire coesione sociale, opportunità di crescita e condizioni di vita equilibrate per cittadini e imprese. In questo scenario la Toscana si conferma tra le realtà più solide del Paese, con un sistema di welfare capace di combinare servizi, politiche sociali e risultati concreti.
A fotografare questo equilibrio è il Welfare Italia Index 2025, l’indice elaborato dal Think Tank “Welfare, Italia”, promosso dal Gruppo Unipol in collaborazione con The European House – Ambrosetti, che analizza l’efficacia dei sistemi regionali attraverso 22 indicatori relativi a sanità, previdenza, politiche sociali e formazione.
Nella classifica complessiva la Toscana si posiziona al settimo posto in Italia, un risultato che riflette un equilibrio tra risorse investite e risultati ottenuti sul piano sociale ed economico. L’indice assegna alla regione un punteggio di 77,6 per gli indicatori di spesa, che la collocano al 14° posto, e un punteggio di 74,1 per gli indicatori strutturali, dove invece la regione sale fino al quarto posto nazionale. Un dato che suggerisce come, pur con livelli di spesa non sempre superiori alla media italiana, il sistema regionale riesca comunque a produrre risultati significativi in termini di benessere sociale.
Uno dei segnali più evidenti riguarda la povertà relativa familiare. Con un’incidenza pari al 5%, la Toscana registra il valore più basso tra tutte le regioni italiane, nettamente inferiore alla media nazionale del 10,6%. Un risultato che conferma la solidità del tessuto economico e sociale regionale e che evidenzia la capacità del sistema di welfare di attenuare le fragilità sociali.
Anche sul piano delle condizioni abitative il quadro appare positivo: la regione si colloca al sesto posto in Italia per minore deprivazione abitativa, con un’incidenza del 2,4%, leggermente migliore rispetto alla media nazionale. Un dato che riflette politiche territoriali e sociali capaci di garantire condizioni abitative relativamente stabili per una larga parte della popolazione.
Tra i punti di forza del sistema regionale spiccano inoltre i servizi per l’infanzia. La Toscana è quarta in Italia per disponibilità di posti negli asili nido autorizzati ogni 100 bambini tra 0 e 2 anni, con un valore di 37,8, ben al di sopra della media nazionale pari a 27,9. Un indicatore particolarmente rilevante perché incide sia sul benessere delle famiglie sia sulla partecipazione femminile al mercato del lavoro.
Il sistema sanitario regionale continua a rappresentare un pilastro della qualità del welfare toscano. La spesa sanitaria pubblica si attesta a 2.243 euro pro capite, poco al di sotto della media nazionale, mentre la spesa privata raggiunge i 700 euro pro capite, comunque contenuta rispetto ad altre regioni. Sul piano dei risultati, la Toscana si colloca al quarto posto per stato di salute della popolazione e addirittura al secondo posto per efficacia ed efficienza dell’offerta sanitaria, confermando una tradizione di buona organizzazione del servizio pubblico.
Anche il mercato del lavoro contribuisce alla solidità del sistema sociale regionale. Il tasso di disoccupazione si attesta al 4%, sensibilmente inferiore alla media italiana del 6,5%. Restano tuttavia alcune criticità su cui intervenire, come il tasso di giovani NEET, pari all’11,9%, e la dispersione scolastica, che scende all’8,8% ma rimane comunque un indicatore su cui le politiche pubbliche continuano a concentrarsi.
Nel complesso, il quadro delineato dal Welfare Italia Index restituisce l’immagine di una regione che, pur senza livelli di spesa particolarmente elevati rispetto ad altre aree del Paese, riesce a generare risultati strutturali solidi grazie a un sistema integrato di politiche sociali, sanitarie ed educative. Una dimostrazione di come il welfare possa diventare non solo uno strumento di protezione sociale, ma anche una leva di sviluppo territoriale e di coesione economica.




