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Come Dife sta cambiando il ciclo dei rifiuti

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Dife accelera sul fronte della sostenibilità: report strutturati secondo gli standard europei, investimenti in impianti e digitalizzazione, misurazione della Carbon Footprint, nuovi modelli di tracciabilità e un forte impegno sociale sul territorio

Nel settore del trattamento rifiuti, la sostenibilità non è più un elemento accessorio ma un fattore strategico che ridefinisce processi, modelli di business e relazioni. Dife, realtà toscana in forte crescita, ha scelto di anticipare le richieste normative europee adottando strumenti avanzati di rendicontazione, misurazione e gestione dei propri impatti ambientali e sociali. Con Lorenzo Romani, responsabile marketing & comunicazione, approfondiamo come l’azienda stia integrando standard ESRS, tecnologie digitali e progetti sociali, costruendo un modello di sostenibilità che unisce rigore e attenzione al territorio.

Nel 2023 avete iniziato a redigere il Report di sostenibilità. Quali risultati vi ha permesso di evidenziare e come ha cambiato il vostro approccio alla gestione dei rifiuti e dei processi interni?

«Dife redige su base volontaria il bilancio di sostenibilità come documento che riunisce in modo strutturato le nostre performance ambientali, sociali ed economiche. La redazione dei report 2023 e 2024 ha seguito i principi della Corporate Sustainability Reporting Directive CSRD e gli standard di rendicontazione ESRS (European Sustainability Reporting Standards), garantendo un approccio rigoroso alla misurazione degli impatti. L’analisi dei dati conferma l’impegno dell’azienda nei tre pilastri ESG – Environment, Social e Governance -, che rappresentano la struttura portante della strategia di crescita sostenibile di DIFE.

Uno dei focus del Bilancio è il Piano di Sostenibilità, parte integrante della strategia aziendale e del modello di business. Il piano definisce obiettivi concreti e misurabili, coerenti con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) stabiliti dall’ONU, da raggiungere entro il 2030.

Tra le priorità individuate: la riduzione delle emissioni tramite monitoraggio della Carbon Footprint e interventi di efficientamento energetico; una gestione efficiente dei rifiuti e promozione dell’economia circolare, con un recupero salito al 90,2% nel 2024 e una riduzione dei conferimenti in discarica del 70% negli ultimi due anni; l’innovazione e la digitalizzazione dei processi, con l’ottimizzazione dei flussi operativi e la tracciabilità dei trasporti oltre che implementazioni di cyber security sui flussi di lavoro e la protezione dei dati aziendali; il rafforzamento della sicurezza e della formazione dei lavoratori, con 1.175 ore di formazione erogate; il sostegno alla comunità attraverso iniziative educative e ambientali.

Il piano 2024 ha inoltre ampliato l’applicazione dei criteri ESG alla catena di fornitura e alla gestione dei rischi, consolidando un modello operativo fondato su trasparenza e miglioramento continuo».

Nel 2025 avete avviato il percorso di misurazione della Carbon Footprint. Quali attività incidono di più sulle vostre emissioni e cosa è emerso dalle prime analisi?

«Le prime analisi hanno evidenziato che le emissioni più rilevanti derivano dai trasporti diretti e da quelli della catena di fornitura, in particolare dai viaggi transfrontalieri affidati a trasportatori esterni. Nel 2024, circa 600 bilici diretti all’estero hanno generato un totale stimato di 450 tonnellate di CO₂ equivalente, rappresentando una delle principali fonti di impatto. Tuttavia la raccolta dei dati completi sui trasporti si è rivelata complessa a causa della frammentazione delle informazioni e della necessità di cooperare con operatori esterni; per questo è stato avviato un lavoro congiunto tra reparto IT e logistica per affinare la misurazione delle emissioni».

Come state integrando gli standard europei ESRS nel vostro sistema di rendicontazione e quali vantaggi comporta misurare impatti, rischi e opportunità con tale rigore?

«Dife ha costruito un sistema di rendicontazione che non si limita a descrivere le iniziative, ma misura in modo oggettivo gli impatti ambientali, sociali ed economici secondo i principi della doppia materialità previsti dalla CSRD. Il processo ha coinvolto tutti i reparti aziendali, generando maggiore consapevolezza interna rispetto alle performance ESG e alla loro rilevanza per la crescita di lungo periodo.

L’approccio ha permesso di: identificare con precisione rischi e opportunità, in particolare relativi a rifiuti, trasporti ed efficienza energetica; aumentare la trasparenza verso clienti, istituzioni e stakeholder; migliorare la qualità dei processi decisionali grazie a dati verificabili e comparabili nel tempo; rafforzare la competitività, perché la conformità agli standard europei è sempre più richiesta nei bandi pubblici e nelle filiere industriali».

Gli impianti di Serravalle Pistoiese e Montale svolgono un ruolo centrale nelle vostre attività. Come state intervenendo su tecnologie e processi per migliorare l’efficienza e la sostenibilità del trattamento rifiuti?

«Oltre 55mila tonnellate di rifiuti sono state trattate nei siti di Serravalle Pistoiese e Montale, con una netta prevalenza di materiali destinati al recupero e al riciclo (90,2% nel 2024 contro il 77,9% del 2023) e una riduzione del 70% dei conferimenti in discarica negli ultimi due anni.

Per il biennio 2025-2026 Dife ha pianificato interventi mirati, quali: incremento dell’utilizzo di energia rinnovabile con la piena attivazione dell’impianto fotovoltaico di Serravalle 1; rinnovo della flotta: con l’introduzione di automezzi e compattatori Euro 6 per la riduzione delle emissioni; ottimizzazione del tracciamento della flotta e dei trasporti affidati a terzi, mediante tracciamento digitale e analisi dei percorsi; programmi di compensazione ambientale attraverso progetti di valorizzazione del verde e iniziative di collaborazione con enti territoriali; installazione di sistemi di misurazione avanzati dei consumi per la riduzione delle risorse idriche; riutilizzo delle acque meteoriche per scopi irrigui e antincendio, con l’obiettivo finale di mantenere un basso consumo idrico totale».

Il vostro modello integra anche prevenzione, formazione e assistenza normativa. Quanto incidono queste attività sulla capacità dei clienti di ridurre rifiuti e rischi ambientali?

«L’attenzione alla normativa e al rispetto delle regole è la base dell’attività di Dife. Investiamo costantemente in risorse economiche e umane per rafforzare le competenze e consolidare il nostro modello operativo».

«Il nuovo servizio “Green Safe” offre assistenza a partner e addetti alla gestione dei rifiuti: la compliance ambientale è uno dei pilastri del modello Dife. Grazie ad audit, formazione e assistenza normativa, Dife aiuta le imprese a: ottimizzare la gestione operativa dei rifiuti; definire corrette modalità di caratterizzazione tramite laboratori accreditati; prevenire sanzioni e criticità; valutare nuove attività di riciclo oggi indirizzate allo smaltimento».

Come sta cambiando la sensibilità dei vostri clienti rispetto alla sostenibilità? C’è davvero più attenzione alla riduzione degli scarti e alla qualità del trattamento?

«Negli ultimi anni registriamo una crescita significativa dell’attenzione verso la sostenibilità. Sempre più clienti richiedono soluzioni tracciabili, dati misurabili e processi certificati. Le imprese soggette alla CSRD richiedono informazioni precise e comparabili dalla catena di fornitura, spingendo verso una maggiore qualità e tracciabilità del ciclo dei rifiuti. Si nota un cambiamento culturale: cresce la richiesta di riduzione degli scarti, valorizzazione delle materie recuperabili e scelta di impianti che garantiscano standard ambientali elevati. Le imprese più evolute vedono la sostenibilità non come un costo, ma come un vantaggio competitivo e un fattore di reputazione.

In sintesi, si sta affermando una cultura in cui la qualità del processo, la tracciabilità e la disponibilità di dati ESG diventano elementi decisivi, accelerando la transizione verso modelli produttivi più responsabili».

Capitale umano e capitale sociale: qual è l’impegno di Dife a sostegno della sostenibilità sociale?

«Il team è il cuore pulsante di Dife. Nel 2024 l’azienda ha impiegato 87 dipendenti, di cui il 94% con contratti a tempo indeterminato. Le ore di formazione sono aumentate (1.175 totali, pari a 13,5 ore pro capite) e il gender pay gap inferiore al 2% evidenzia un buon livello di equità salariale. Nel 2024 abbiamo organizzato 23 eventi coinvolgendo oltre 3mila giovani grazie al progetto “Dife for Kids”, dedicato alla sensibilizzazione ambientale. Oltre al progetto “DIFE for kids” l’azienda ha attive altre iniziative sociali tra le quali ricordiamo: Olimpiadi della Valdinievole e Gek Galanda Camp, che uniscono sport e educazione ambientale; iniziative con Avis Bike, Legambiente Pistoia, Bambini delle Fate e Associazione Pollicino, a sostegno di progetti sociali, educativi e di inclusione per persone fragili o con disabilità; la donazione di un mezzo alla Misericordia di Pieve a Nievole; partecipazione al progetto “i bambini delle fate” tramite supporto all’associazione “Ora per dopo di Noi”.

Queste attività testimoniano un impegno costante verso il territorio, il sociale e in special modo le nuove generazioni, contribuendo a rendere DIFE un punto di riferimento per la responsabilità sociale d’impresa nella provincia di Pistoia»

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Immagine di Cinzia Funcis
Cinzia Funcis
Coordinatrice di redazione e giornalista

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