R-Invest, motore dell’innovazione pratese: tra sfide green, tecnologia e nuove opportunità per le imprese
Il Consorzio R-Invest nasce a Prato con l’obiettivo di coinvolgere le imprese locali in progetti infrastrutturali, sia pubblici sia privati, offrendo benefici economici e finanziari ai propri membri grazie a un approccio che integra partecipazione industriale e una chiara visione d’investimento. Il presidente Foresto Guarducci ci ha illustrato il ruolo strategico dell’organizzazione e le sue prospettive future.
Presidente Guarducci, R-Invest nasce nel 2003 come strumento di sistema per sostenere investimenti infrastrutturali: come si è evoluto nel tempo il ruolo del Consorzio rispetto alle nuove frontiere dell’innovazione tecnologica?
«Senza mai perdere di vista la propria missione originaria, il Consorzio R-Invest ha costantemente lavorato per individuare nuove opportunità di investimento, affiancando agli investimenti tradizionali del distretto pratese una ricerca attiva di occasioni innovative. In particolare, il Consorzio ha rivolto una forte attenzione al settore delle energie rinnovabili, cogliendo il momento in cui tali investimenti iniziavano a imporsi come strategici per il futuro del territorio. La chiave dell’approccio di R-Invest risiede nella capacità di generare interesse e creare aggregazioni attorno a progetti concreti, dando vita a società di scopo costituite appositamente per sviluppare singole iniziative: un modello che privilegia il coinvolgimento dei soci fin dalle prime fasi, senza che il Consorzio stesso entri direttamente nella gestione operativa.
Emblematico è il caso di Pura Energie, società nata dall’adesione di 22 soci con quote paritetiche da 50mila euro ciascuna. Questo tipo di approccio garantisce una partenza equilibrata, lasciando poi che la società di scopo si sviluppi autonomamente, adattandosi alle dinamiche di mercato e alle esigenze della compagine sociale.
Il ruolo di R-Invest, dunque, oggi si conferma come quello di catalizzatore di opportunità: il Consorzio presenta ai propri affiliati i progetti più promettenti, favorendo la costituzione di nuove società pronte a cogliere le sfide del presente e del futuro. Un modello che si adatta alle trasformazioni del tessuto industriale locale e che, guardando avanti, è replicabile anche per le future occasioni di investimento».
Il rapporto tra ricerca e innovazione è al centro della filosofia di R-Invest. In che modo le collaborazioni con centri di ricerca, incubatori e startup internazionali stanno incidendo concretamente sulla competitività delle imprese consorziate?
«Negli ultimi anni, il Consorzio ha stretto una rete di collaborazioni con alcuni dei principali centri di ricerca e realtà dell’innovazione, tra cui il Polo di Navacchio, il Polo di Sesto Fiorentino, il PIN, Nana Bianca, Next Technology Tecnotessile e A11 Venture, quest’ultima già attiva nel mondo delle startup in sinergia con enti di ricerca di rilievo.
L’accordo con A11 Venture si configura come un’alleanza strategica: R-Invest mette a disposizione delle proprie imprese le competenze e le opportunità che nascono da questa partnership, beneficiando delle soluzioni che A11 Venture è in grado di progettare e proporre. Si tratta di un canale privilegiato che permette al Consorzio di intercettare le tendenze più avanzate dell’innovazione tecnologica e di proporle alle aziende consorziate.
Tuttavia, l’adozione concreta di queste opportunità da parte delle imprese resta una sfida: come infatti spiega Guarducci. “Le aziende sono spesso concentrate sul proprio core business e faticano a cogliere subito il potenziale di queste nuove prospettive.”
Nonostante ciò, R-Invest non arretra: la collaborazione con A11 Venture si sta intensificando, con la recente proposta ai consorziati di aderire a un innovativo strumento patrimoniale – il cosiddetto “patrimonio destinato” – che punta a sostenere progetti di ricerca e startup ad alto impatto, con un’attenzione particolare ai temi della sostenibilità. Una scommessa sul futuro che, se raccolta, potrebbe rappresentare una svolta per la competitività dell’intero sistema consortile».
Tra le aree di maggiore attenzione di R-Invest figurano l’intelligenza artificiale, la robotica e il software. Quali opportunità di investimento intravede oggi R-Invest in questi ambiti e con quali criteri vengono selezionati i progetti più promettenti?
«Sul fronte delle opportunità di investimento, il Consorzio si mostra particolarmente attento alle potenzialità offerte da queste tecnologie emergenti, con l’obiettivo di favorire la crescita e la competitività delle imprese consorziate.
Tuttavia, come racconta il presidente Guarducci, l’approccio adottato è per ora orientato più allo stimolo culturale che al ritorno immediato: “È un mio personale tentativo quello di suscitare l’interesse delle aziende verso questi temi, incentivando la curiosità e l’apertura verso nuove prospettive”.
Sul sito istituzionale – r-invest.it – infatti, sono presenti diversi contributi e approfondimenti dedicati a questi settori, pensati proprio per alimentare il dibattito e la sensibilità nei confronti dell’innovazione. Non si tratta ancora di risultati tangibili, ma piuttosto di un lavoro paziente di semina: l’intento è quello di inserire nel DNA del Consorzio una propensione sempre più marcata verso la ricerca e la tecnologia.
La selezione dei progetti più promettenti avviene attraverso criteri che privilegiano la concretezza delle soluzioni proposte, la loro scalabilità sul mercato e il potenziale impatto per il territorio. R-Invest, insomma, si pone come promotore di una nuova cultura industriale, pronta a cogliere le sfide della modernità, anche nei settori dove l’innovazione è ancora agli albori».
Il consorzio guarda anche a settori strategici come farmaceutica, ambiente ed energia, inclusa quella del nucleare. Quali sono le direttrici di sviluppo future e quale ruolo può giocare R-Invest nell’accompagnare le imprese verso queste sfide?
«Nel panorama energetico, il CdA di R-Invest può contare sulla presenza del Vicepresidente Pieretti, una figura di riferimento anche nell’ambito di Confindustria Toscana Nord, a cui la stessa R-Invest fa capo, che segue da vicino le tematiche legate all’energia, portando un bagaglio di esperienza maturato anche in contesti aziendali di rilievo nazionale. Da lui ci si attende una spinta non solo operativa, ma anche culturale, per aiutare le imprese consorziate a cogliere al meglio le opportunità che il settore può offrire. In particolare, il nucleare viene considerato ancora un terreno di esplorazione, quasi una palestra per stimolare la curiosità e la riflessione all’interno del Consorzio.
Non a caso, R-Invest ha preso parte a incontri e convegni organizzati da Confindustria, con la consapevolezza che il tema è seguito con attenzione anche dai vertici dell’associazione, in particolare dal Presidente Orsini.
L’approccio resta quindi prevalentemente culturale e di sensibilizzazione, in linea con la missione che la presidenza si è data: preparare il terreno, affinché le imprese – sia quelle già aderenti sia quelle che potrebbero associarsi in futuro – possano affrontare con maggiore consapevolezza le sfide del settore energetico, nucleare incluso, prestando particolare attenzione ai limiti normativi a livello nazionale, che oggi frenano la piena operatività in questo campo».
Le convenzioni e i rapporti privilegiati con partner qualificati rappresentano un asset importante per l’attività di scouting. Quanto contano queste reti nella strategia futura del consorzio e come potranno rafforzare la sua funzione di catalizzatore dell’innovazione?
«Attualmente il Consorzio è impegnato in modo costante e sistematico nel consolidare e ampliare queste reti di collaborazioni, consapevole che il valore aggiunto generato da tali sinergie può accelerare l’individuazione di nuove opportunità e progetti di valore. In questa fase, sono già attivi numerosi contatti e tavoli di lavoro, finalizzati a disegnare un quadro chiaro e strutturato delle possibili partnership operative e dei programmi condivisi. Tuttavia, la vera sfida resta quella di rafforzare la propria organizzazione interna: solo dotandosi di una struttura adeguata, il Consorzio potrà gestire al meglio le molteplici attività in corso e sfruttare appieno il potenziale delle collaborazioni in essere e future».
In che modo il Consorzio R-Invest intende valorizzare e rendere maggiormente visibili all’esterno le attività e i progetti che promuove? In questa direzione, esiste già qualche iniziativa avviata, sono previste nel breve periodo nuove iniziative o eventi, anche aperti a un pubblico più ampio rispetto alla sola base associativa, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo con il territorio?
«Il Consorzio R-Invest è attualmente impegnato su alcune iniziative concrete che potranno essere presentate ai consorziati come possibili opportunità di investimento.
Una delle iniziative principali riguarda il “Progetto pirolisi”, sviluppata in collaborazione con Alia Multiutility (ora Plures) Il progetto mira a creare un processo di smaltimento degli scarti tessili irrecuperabili, generando MPS (Materia Prima Seconda) carbonio tramite pirolisi. Questo metodo consente di eliminare parte della CO2 normalmente prodotta dalla distruzione dei rifiuti in discarica, valorizzando gli scarti attraverso la produzione di materia prima seconda carbonio, reinseribile sul mercato. Lo studio di fattibilità è già stato portato a termine, con l’obiettivo di generare una nuova materia prima ed in particolare appunto carbonio del quale ogni fibra, soprattutto quelle artificiali, hanno contenuti più o meno elevati. Nove aziende hanno manifestato interesse e hanno contribuito, almeno in parte, al finanziamento della ricerca.
Un’altra opportunità di investimento riguarda la realizzazione di uno studentato a Prato, rivolto agli studenti fuori sede delle tre sedi universitarie presenti in città: il PIN, che ospita circa 1800 studenti, la University of New Haven e il Monash University Prato Centre. Il progetto punta a soddisfare la crescente domanda di alloggi. La struttura sarà destinata a un target non di lusso, con prezzi calmierati in linea con le direttive ministeriali, e intende offrire un impatto positivo sul tessuto urbano oltre al semplice ritorno economico-finanziario. Il business plan è in fase di elaborazione affinché risulti attrattivo per i consorziati.
Guardando al futuro, il Consorzio R-Invest sta pianificando la realizzazione di un’assemblea che vada ben oltre il tradizionale appuntamento formale per l’approvazione del bilancio. L’obiettivo principale è quello di trasformare l’assemblea in un evento dal forte valore aggiunto, coinvolgendo non solo i consorziati, ma anche figure di rilievo all’interno di Confindustria e rappresentanti esterni. Nella seconda parte dell’assemblea, dopo gli adempimenti statutari e istituzionali, si prevede di invitare – oltre agli associati – altri componenti di Confindustria, non necessariamente già affiliati al Consorzio. Tale apertura mira a far conoscere le attività di R-Invest a una platea più ampia, stimolando interesse e raccogliendo feedback su specifici temi di interesse strategico. Questo confronto diretto potrà offrire indicazioni preziose per affinare e sviluppare ulteriormente il programma futuro del Consorzio. La volontà è quella di evolvere verso una organizzazione più solida, capace di sostenere lo sviluppo e la visibilità delle iniziative promosse. L’assemblea in programma rappresenta un passaggio cruciale in questa direzione, nella speranza di poter costruire le basi per una governance più strutturata e una maggiore efficacia operativa».
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