Livorno cresce e con Firenze spinge la Toscana. Blu economy, chimica e turismo fanno da traino
Firenze e Livorno tirano la crescita del Pil della Regione Toscana nel quadro più complessivo dell’andamento nazionale.
Il dato più che incoraggiante arriva dall’attesa analisi annuale dell’ufficio studi della Confederazione generale italiana dell’artigianato (Cgia) Mestre che da tempo è diventato uno dei punti di riferimento più qualificati per comprendere l’andamento dell’economia italiana in tutti i settori.
L’indagine si basa sui numeri dell’export, sulla stabilità dei consumi delle famiglie, sui consumi della Pubblica Amministrazione e sugli investimenti e mette in fila le realtà italiane in base alla previsione di crescita, dal +1,00% di Varese la migliore, al -0,05% di Ragusa che è la peggiore.
Tra le 107 province esaminate, in Toscana c’è Firenze al 25° posto (+0,75) e c’è Livorno (+0,69) al 41° posto, con anche una crescita rispetto al 2019 tra le più alte d’Italia +7,39%. Le altre toscane si collocano a seguire Pisa 52°, Prato 67° mentre Siena, Lucca, Grosseto e Arezzo sono tutte oltre la 70° posizione.
Il dato vede la città labronica spingere molto puntando su Blu economy, chimica e crescita del turismo. Le attività legate al mare, porto in primis, le aziende come Eni e Solvay e i numeri delle presenze turistiche sono elementi nodali di un quadro che fa intendere come la nostra realtà abbia invertito la rotta rispetto al difficile periodo del decennio pre-Covid.




