Dalla transizione ESG al sostegno a imprese, famiglie e capitale umano: Tito Nocentini, Direttore Regionale Toscana e Umbria di Intesa Sanpaolo, racconta come la finanza stia diventando un abilitatore strategico per la crescita del sistema produttivo toscano
Nel percorso di transizione sostenibile che coinvolge imprese e istituzioni, quale ruolo sta giocando oggi la finanza nel sostenere la competitività del sistema produttivo toscano?
«La finanza ha un ruolo decisivo per le imprese che vogliono investire ed è un abilitatore di trasformazione, grazie a strumenti capaci di tradurre la transizione sostenibile in opportunità di crescita economica. Intesa Sanpaolo accompagna le PMI toscane in percorsi che coniugano competitività e obiettivi ESG, offrendo competenze, visione e servizi che rendano concreti e misurabili i risultati. Nei primi nove mesi del 2025 abbiamo erogato oltre 1,4 miliardi di euro alle aziende toscane, finanziando anche operazioni nell’ambito dell’economia circolare per oltre 33 milioni di euro. Si tratta di risorse che in larga parte supportano investimenti in innovazione, digitalizzazione ed efficientamento, elementi chiave per competere sui mercati nel lungo periodo».
Il finanziamento Sustainability Loan rappresenta un esempio concreto di credito legato a obiettivi ESG. In che modo questo strumento sta cambiando il rapporto banca–impresa?
«Si tratta in effetti di uno strumento molto innovativo e che le PMI toscane stanno dimostrando di apprezzare. Con gli S-Loan Intesa Sanpaolo individua insieme all’azienda obiettivi di sostenibilità misurabili e verificabili, traducendoli in vantaggi economici concreti attraverso un meccanismo di premialità sul tasso d’interesse del finanziamento. Intesa Sanpaolo è dunque partner di sviluppo per le PMI che intendono migliorare il proprio profilo in chiave ESG, generando un circolo di collaborazione virtuoso che determina vantaggi diretti sia sulla competitività dell’impresa che sul territorio in cui opera. In Toscana dal 2020 ad oggi abbiamo erogato circa 800 milioni di euro in finanziamenti S-Loan per supportare investimenti in sostenibilità ambientale, inclusione sociale e creazione di nuova occupazione».
In questo senso sta emergendo, a suo avviso, un cambio di mentalità nelle imprese?
«Sempre più aziende, anche di dimensioni contenute, stanno comprendendo che efficienza energetica, digitalizzazione, formazione e internazionalizzazione sono scelte strategiche per mantenere la competitività. Il nostro modello integra finanza, advisory, ricerca e formazione, anche grazie a partnership come ELITE di Euronext, ecosistema che aiuta PMI e startup a crescere con l’obiettivo di facilitarne l’accesso ai mercati dei capitali. Promuoviamo e valorizziamo le eccellenze del Made in Italy attraverso la rete di relazioni nazionali e internazionali che abbiamo sviluppato in missioni di business nei mercati esteri di interesse per le nostre PMI, come per esempio nella Silicon Valley e negli Emirati Arabi Uniti, a cui hanno partecipato anche imprese toscane».
Quanto è centrale oggi, per Intesa Sanpaolo, il tema del capitale umano come fattore di competitività per le imprese regionali?
«In una regione come la Toscana, il capitale umano rappresenta uno degli asset principali delle filiere manifatturiere e produttive. Con S-Loan Soluzione Lavoro abbiamo voluto riconoscere e sostenere le imprese che investono in occupazione stabile, inclusione e crescita professionale, in particolare di giovani e donne, rendendo le aziende più competitive e contribuendo al tempo stesso alla vitalità dei territori. È una visione di sostenibilità centrata sulle persone e sul futuro delle comunità locali, in linea con i valori della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo. A livello di Gruppo, come sottolineato dal nostro CEO Carlo Messina, investiamo sui giovani: solo in Toscana, nel 2025, la nostra Direzione Regionale ha effettuato 55 nuove assunzioni e gestito 110 stage. Affianchiamo inoltre le imprese nei percorsi di passaggio generazionale, oggi sempre più centrali per garantire continuità e competitività, supportandole nella definizione di modelli di governance strutturati e nel rinnovamento manageriale».
Per quanto riguarda famiglie e privati, quali esigenze emergono?
«In Toscana rileviamo famiglie sempre più attente alla stabilità, e l’acquisto della casa continua a rappresentare un passaggio centrale nel progetto di vita. Nei primi nove mesi del 2025 le nostre erogazioni a privati sono cresciute del 15%, principalmente grazie all’incremento dei mutui. Offriamo soluzioni flessibili, pensate soprattutto per i giovani, che facilitano l’accesso al credito con tassi competitivi e condizioni agevolate, come ad esempio scadenze fino a 40 anni per rendere sostenibili le rate. Oltre ai mutui, accompagniamo i clienti nelle diverse fasi della vita con prodotti specifici: conti correnti per i più giovani, carte e strumenti digitali per studenti, servizi mirati alla gestione quotidiana delle spese e soluzioni assicurative personalizzate. La nuova banca digitale Isybank o soluzioni di sostegno al percorso di studi come “Per Merito”, il prestito d’onore per gli studenti che proseguono gli studi dopo il diploma, rientrano tra le proposte rivolte alle nuove generazioni. Dedichiamo infine particolare attenzione alle situazioni di maggiore fragilità sociale attraverso il programma Formula, in collaborazione con CESVI, attraverso cui attiviamo da tempo progetti di crowdfunding dedicati. Da inizio programma ad oggi abbiamo raccolto in Toscana oltre 1,1 mln di euro a sostegno di 10 progetti di grande impatto sul nostro territorio, oltre ad altre iniziative attivate direttamente dal nostro Gruppo, come l’asilo realizzato di recente all’interno dell’Ospedale Meyer di Firenze».




