Con l’intelligenza artificiale le pmi protagoniste del cambiamento. Il coordinatore CNA dei progetti di innovazione Gaetano De Felice: «Oggi tra gli strumenti innovativi al servizio del manifatturiero c’è Retea Connect»
Accelerata da parte delle piccole imprese sull’impiego dell’Intelligenza artificiale, con il 35% che già la utilizza e il 60% di giudizi positivi. È quanto emerge da un’indagine condotta a livello nazionale da CNA (ma che fotografa esattamente anche la situazione nelle province di Prato e Pistoia, l’area denominata “Toscana Centro”), che ora lancia uno strumento innovativo al servizio del manifatturiero: Retea Connect, una piattaforma che ha l’obiettivo di aiutare le pmi a essere protagoniste del cambiamento.

Per micro e piccole imprese l’intelligenza artificiale non costituisce più una minaccia, al contrario rappresenta un prezioso strumento per aumentare la competitività, ridurre gli errori e risparmiare tempo. L’indagine promossa dall’Area studi e ricerche della CNA su oltre 2.500 imprese rappresentative del tessuto produttivo rileva il grande interesse verso questo tema e la forte accelerazione del suo utilizzo, e questo impone agli stakeholder territoriali la creazione di un ecosistema favorevole che offra servizi altamente innovativi e calibrati sulle esigenze della filiera manifatturiera.
Il 35,6% del campione dichiara di impiegare l’Intelligenza artificiale, il 16,4% un solo strumento e il 19,2% almeno due delle principali tecnologie dell’IA. Da analoga indagine condotta 18 mesi fa (limitata al settore manifatturiero) soltanto il 5,2% aveva iniziato a impiegare l’IA. Con la sua rapida diffusione nei processi produttivi aumentano anche il livello di conoscenza e l’orientamento positivo a impiegarla. Il 27% degli intervistati dichiara di avere una buona o ottima conoscenza dell’IA e oltre il 57% esprime una valutazione favorevole, rispetto al 44% della precedente rilevazione. Soltanto il 12,4% esprime un giudizio negativo. Il sentiment positivo è ovviamente concentrato nei giovani (oltre il 70% tra gli under 30), ma anche tra gli imprenditori più anziani c’è una netta maggioranza di giudizi positivi: quasi il 54% dei titolari d’impresa tra 50 e 70 anni e il 52,2% tra gli over 70. Percentuali che rilevano come verso l’IA anche i più anziani mostrano un inaspettato ottimismo. Il risparmio di tempo è il principale beneficio dell’intelligenza artificiale per l’83,1% del campione, riduzione degli errori ed eliminazione di attività ripetitive rispettivamente per il 36 e il 35%. Oltre un’impresa su quattro indica l’aumento di competitività e il 23,7% ritiene di realizzare innovazioni di prodotto e di processo.

Secondo Elisa Bologni, presidente degli informatici CNA Toscana Centro «l’indagine conferma un cambiamento culturale ormai evidente: le pmi guardano all’IA con interesse e concretezza e sono pronte al salto tecnologico, ma chiedono una guida sicura. Non c’è paura della tecnologia, ma la volontà di usarla per lavorare meglio, ottimizzare i tempi e rendere i processi più efficienti. L’IA viene percepita come un supporto operativo capace di alleggerire le attività ripetitive e migliorare la qualità del lavoro. Restano alcune difficoltà legate alle competenze e all’orientamento tra le soluzioni disponibili, ed è proprio su questo che CNA Toscana Centro è impegnata ad accompagnare le imprese con formazione e assistenza mirata, attraverso iniziative come la piattaforma Retea Connect, affinché l’innovazione sia davvero alla portata di tutti».
Ecco quindi emergere questo strumento operativo, che ci illustra nei dettagli Gaetano De Felice, coordinatore progetti innovazione CNA Toscana Centro.
«La nostra organizzazione ha scelto di non subire la trasformazione digitale, ma di governarla lanciando Retea Connect, un ecosistema progettato per democratizzare l’accesso alle tecnologie avanzate. Non ci limitiamo a fornire consulenza: attraverso la piattaforma Retea utilizziamo sistemi intelligenti proprio per colmare quel gap di competenze, analizzando i bisogni reali delle aziende e connettendole con soluzioni innovative. Grazie all’integrazione tra IA e la garanzia del sistema CNA, permettiamo anche alla più piccola impresa artigiana di accedere a strumenti competitivi complessi con la stessa facilità di una grande industria. E la sensazione è quella di una percezione, da parte degli imprenditori, che questo percorso sia ormai necessario per aumentare la competitività aziendale in un mercato sempre più segmentato e con una decisa concorrenza.
Alcune aziende continuano ad aver paura del “nuovo intelligente”. Capiscono che è uno strumento necessario, ma non lo conoscono a sufficienza e questo genera timori. In altre parole, ci chiedono di essere accompagnati in questa rincorsa nella competitività. Compito nostro è pertanto anche quello di far capire che l’IA non è solo Chat Gpt e non sostituisce le competenze, non è una minaccia, ma un’opportunità in più. Dobbiamo essere in grado di comunicare che, come ogni sistema innovativo, gli obiettivi restano quelli di ridurre i costi, aumentare l’efficienza e aumentare i ricavi. Con Retea favoriamo questo ecosistema, facendo incontrare domanda e offerta in modo intelligente e con soluzioni innovative».
Esempi concreti di applicazione? «Il sistema consiglia le soluzioni migliori da adottare, analizza i reali bisogni dell’azienda, scrive un progetto esecutivo, suggerisce i bandi di finanza agevolata, cerca i fornitori più adatti all’esigenza, si connette a sistemi avanzati di internazionalizzazione o in ambito Esg. E tutto ciò lo facciamo anche noi in CNA, adottando sistemi sempre più intelligenti per migliorare i nostri percorsi interni».




