Periodico sulle tendenze dell’Economia in Toscana

Export Firenze: crescita trainata dal farmaceutico

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L’interscambio commerciale della provincia di Firenze. Nel quarto trimestre 2025 l’interscambio cresce del 41,4%, sostenuto dal farmaceutico e dal mercato USA, con segnali più moderati negli altri comparti

Al quarto trimestre del 2025 il commercio estero fiorentino continua con l’andamento positivo dei precedenti trimestri, con un aumento che a valori correnti evidenzia un +41,4% passando dai 24,2 miliardi di euro dello stesso periodo dell’anno precedente ai 34,2 miliardi di questa fine anno. Si tratta di una tendenza di marcata crescita aggregata delle esportazioni correlata ad alcuni fattori, persistenti ed incisivi che hanno riguardato l’intero 2025: carattere fortemente prevalente del comparto farmaceutico nell’orientare il segno e la direzione delle nostre esportazioni; forte prevalenza del mercato statunitense, almeno come export (+30%); rallentamento della meccanica strumentale (+1,5%) e recupero congiunturale in base ai dati singoli (e non cumulati) dei comparti del sistema moda. Si conferma anche il fatto che al netto del comparto farmaceutico si avrebbe una contrazione del valore esportato tendenziale (in termini cumulati) pari al 4,7% in meno considerando che il comparto è arrivato a pesare quasi il 55%. Considerando anche che le esportazioni del comparto sono passate da circa 8 miliardi nel 2024 a ben 18,7 nel 2025 con un impatto molto forte sull’export tanto che al netto l’export fiorentino sarebbe pari a 15,6 miliardi di euro.

Continua a risultare piuttosto intenso anche l’incremento delle importazioni (da +23,5% nel 2024 a +91,8%) con un valore che sale a poco più di 27 miliardi, continuando a risentire del peso sempre più pesante del traffico di perfezionamento interno al settore farmaceutico (da segnalare che le importazioni al netto del comparto farmaceutico risulterebbero sostanzialmente aumentare dell’1,1%). La differenza fra esportazioni ed importazioni sintetizza un avanzo della bilancia commerciale che tende moderatamente a rallentare per effetto della forte crescita delle importazioni (da 10 miliardi di euro a 7 miliardi); se togliamo l’effetto del farmaceutico l’avanzo della bilancia commerciale passerebbe a 9,2 miliardi di euro. Quindi il saldo commerciale migliora significativamente (+2,1 miliardi circa) se si esclude il comparto farmaceutico e nonostante l’enorme volume di affari generato dalla farmaceutica (che rappresenta oltre il 50% dell’export), il settore nel 2025 ha registrato un deficit commerciale interno (ha importato basi chimiche e prodotti per un valore superiore a quanto esportato come prodotto finito). Al contrario, i settori tradizionali della provincia (meccanica, pelletteria, abbigliamento, bevande) sembrerebbero discreto un apportare contributo al mantenimento del saldo attivo, generando un surplus reale di oltre 9,2 miliardi di euro. L’analisi geografica evidenzia e conferma forte una concentrazione verso il mercato statunitense, con una quota di circa il 25% e una crescita del 36,8%. Si confermano il partner commerciale principale sia per l’export che per l’import.

Nel 2025, le esportazioni verso gli USA hanno raggiunto gli 8,4 miliardi di euro, non c’è solo farmaceutico, ma troviamo anche meccanica, pelletteria, abbigliamento, calzature e bevande. Lato import, gli USA pesano per il 44,1% del totale provinciale e un aumento del 120%. Anche la crescita degli altri principali mercati è esclusivamente alimentata dal comparto farmaceutico (Francia, Spagna, Regno Unito e Irlanda in particolare).

Considerando i flussi di acquisti esteri, la forte crescita consolida, di fatto, le attività delle aziende farmaceutiche relative ai prodotti di base di cui si importano in minor parte anche i medicinali e preparati. Segnaliamo inoltre anche Irlanda e Francia, sempre legati all’acquisto di input farmaceutici e Germania, Paesi Bassi e Belgio, caratterizzati da una maggior eterogeneità degli acquisti farmaceutici. Ci preme sottolineare che per Firenze il Medio Oriente rappresenta un’area molto importante che copre il 6,2% del nostro export pari a 2,1 miliardi di euro, che venendo a mancare andrebbero a complicare non poco la ricerca di nuove aree/paesi per sostituire questo mercato, oltre agli Stati Uniti.

Le conseguenze economiche della crisi mediorientale sono strettamente dipendenti da quanto la sua durata andrà a generare effetti sulle riserve petrolifere mondiali, considerando che le quotazioni di petrolio e gas sono salite notevolmente dopo circa dieci giorni di guerra, facendo rilevare quanto la possibile futura scarsità di greggio per i prossimi mesi, vada ad aumentare il premio al rischio. Le aspettative delle imprese saranno ridimensionate, a partire dagli impatti negativi sui consumi per l’aumento dei costi energetici, fino ad arrivare a deteriorare la domanda aggregata, tramite il canale delle aspettative di investimento, andando anche a causare una contrazione certa delle esportazioni verso i paesi mediorientali, dove per Firenze spiccano l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti.

L’andamento dell’interscambio commerciale con l’estero al III° trimestre 2025 segna 34.254 milioni di euro di export e 27.180 milioni di euro di import, chiudendo con un saldo positivo di 7.073 milioni di euro.

 

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