Export tra luci e ombre: Arezzo corre, Siena frena e riduce il passo
Nei primi nove mesi del 2025 l’export delle province di Arezzo e Siena restituisce l’immagine di un sistema produttivo a due velocità, inserito in un contesto regionale complessivamente positivo ma segnato da forti differenze settoriali e territoriali. Da un lato Arezzo consolida una crescita robusta, superando quota 12 miliardi di euro; dall’altro Siena continua a registrare una flessione, pur mostrando segnali di attenuazione rispetto alla prima parte dell’anno. Nel complesso, le imprese iscritte alla Camera di Commercio di Arezzo-Siena contribuiscono per quasi un terzo all’export complessivo della Toscana, confermando il peso strategico dell’area nel panorama regionale.
Arezzo chiude i primi nove mesi del 2025 con esportazioni superiori ai 12 miliardi di euro e una crescita del +12,7% rispetto allo stesso periodo del 2024. Il dato è sostenuto da un terzo trimestre particolarmente brillante (+30,1%) e rafforza il ruolo della provincia come secondo polo esportatore toscano, con una quota del 22,5%, alle spalle della sola Firenze. In un contesto nazionale che cresce del +3,6%, la Toscana segna un +20,2%, un risultato al quale il contributo aretino resta determinante.
Dietro la performance complessiva di Arezzo si conferma però il peso strutturale della filiera della gioielleria e dei metalli preziosi, fortemente influenzata dall’andamento dei prezzi internazionali dell’oro. Nei primi nove mesi del 2025 il prezzo dell’oro è cresciuto del 39,7% in dollari e del 31,3% in euro, condizionando in modo significativo i flussi commerciali. Al netto di gioielleria e metalli preziosi, infatti, la variazione tendenziale dell’export aretino rispetto al 2024 si attesta a -1%.
Il comparto orafo, dopo l’exploit “anomalo” del 2024 legato soprattutto al mercato turco, attraversa una fase di rientro. Nonostante l’aumento del prezzo dell’oro, il bilancio gennaio-settembre 2025 della gioielleria e oreficeria aretina è fortemente negativo, con una contrazione del -31,7%. In valore assoluto si passa da 5 miliardi e 321 milioni di euro del 2024 a 3 miliardi e 636 milioni. La Turchia continua a giocare un ruolo chiave in questa dinamica, con una riduzione dei flussi verso Ankara pari a circa 1 miliardo e 670 milioni di euro (-52,7%). Anche depurando il dato complessivo dalla componente turca, il saldo rimane lievemente negativo.
Diversificato il quadro dei mercati: crescono Emirati Arabi Uniti (+10,7%) e Francia (+8%), mentre risultano in calo Stati Uniti (-16,1%) e Hong Kong (-4,8%). A livello nazionale, il comparto della gioielleria registra una flessione del -14,7%, con andamenti molto differenti tra i poli italiani: in crescita Valenza (+18,9%), più stabile Vicenza e fortemente negativa Milano (-38,9%).
Tornano centrali, nel quadro aretino, i metalli preziosi, che rappresentano il 53% dell’export provinciale. Il valore delle esportazioni del settore raggiunge 6 miliardi e 554 milioni di euro, in forte aumento rispetto ai 3 miliardi e 450 milioni dei primi nove mesi del 2024, con una crescita del +90%. Tiene anche il comparto moda, che chiude il periodo con un +5,6% e un valore complessivo di 565 milioni di euro, sostenuto da abbigliamento, calzature e pelletteria, mentre il tessile registra una flessione più marcata. La Francia si conferma il principale mercato di riferimento per la maggior parte delle produzioni moda aretine, assorbendo circa il 37% dell’export del settore.
Scenario diverso a Siena, dove il terzo trimestre del 2025 (-2,4%) conferma un rallentamento che, pur meno intenso rispetto ai trimestri precedenti, porta il bilancio dei primi nove mesi a circa 3,3 miliardi di euro, in calo del -13,5% rispetto al 2024. Il dato appare comunque in miglioramento rispetto al primo semestre, quando la contrazione aveva raggiunto il -25,1%. Nonostante la flessione, Siena mantiene il quarto posto tra le province toscane più esportatrici, dietro Firenze, Arezzo e Lucca, con un contributo pari al 6% dell’export regionale.
La farmaceutica resta la prima voce dell’export senese, ma anche questo comparto registra un andamento negativo. Nei primi nove mesi del 2025 le esportazioni di prodotti farmaceutici si attestano a circa 1,8 miliardi di euro, in calo del -14,4% rispetto al 2024 e del -6,9% rispetto al 2023, in controtendenza rispetto alla crescita complessiva dell’export farmaceutico nazionale, che nello stesso periodo segna un +40%. Gli Stati Uniti restano il primo mercato di destinazione con 489 milioni di euro, seguiti dalla Polonia con 356 milioni, mentre la Francia sale al terzo posto con 174 milioni di euro e una crescita molto sostenuta. Spiccano inoltre le performance di Regno Unito e Singapore, che registrano incrementi significativi rispetto agli anni precedenti.
In difficoltà anche la camperistica, secondo settore di specializzazione dell’export senese. Nei primi nove mesi del 2025 le esportazioni si fermano a circa 442 milioni di euro, in calo del -19,6% rispetto al 2024 e del -5,6% rispetto al 2023. La Germania, primo mercato di riferimento, registra una contrazione marcata, seguita dalla Francia, mentre le variazioni positive di altri Paesi non riescono a compensare le perdite sui mercati principali.
Più articolato il quadro del settore delle bevande, dove il vino rappresenta la voce dominante. L’export complessivo delle etichette senesi raggiunge circa 321 milioni di euro, con una flessione del -4,8% rispetto al 2024 ma un aumento del +4,9% rispetto al 2023. Gli Stati Uniti restano il primo mercato, seguiti da Germania e Canada. Tuttavia, il dato senese risulta peggiore sia rispetto alla media nazionale (-1,3%) sia a quella toscana (-1,1%), con il rischio che l’introduzione dei dazi statunitensi del 15% a partire da agosto possa incidere ulteriormente sulle esportazioni verso il mercato USA.
Nel complesso, il confronto tra Arezzo e Siena evidenzia un territorio che continua a esprimere una forte vocazione internazionale, ma anche una crescente polarizzazione tra settori e mercati. Se Arezzo beneficia della spinta dei metalli preziosi e di una maggiore tenuta complessiva, Siena affronta una fase più complessa, legata alle difficoltà della farmaceutica, della camperistica e alle incertezze del commercio globale. Una fotografia che rende evidente quanto la resilienza dell’export locale passi oggi dalla capacità di diversificazione e di adattamento a uno scenario internazionale sempre più instabile.




