L’introduzione dell’intelligenza artificiale nei cantieri Benetti diventa leva strategica per la nautica di lusso
Un percorso di innovazione che si rafforza grazie alla collaborazione con Consorzio Quinn, riconosciuto dal MUR e promosso dall’Università di Pisa e da grandi imprese italiane, da oltre trent’anni impegnato nel connettere ricerca e industria a supporto dei processi di trasformazione organizzativa.
In questa intervista, Daniele Moltedo, per Benetti Custom ed Emanuele Balistreri, di Consorzio Quinn, ci raccontano come questo lavoro condiviso stia apportando benefici ESG nel settore.
Ing. Moltedo in che modo l’adozione dell’IA può contribuire, in concreto, alla riduzione dell’impatto ambientale nella nautica?
«L’intelligenza artificiale consente di migliorare ogni fase del ciclo di vita delle imbarcazioni: dalla progettazione, grazie a simulazioni più efficienti sotto il profilo energetico e dei materiali, alla produzione, con una riduzione di sprechi e scarti. In navigazione, i sistemi intelligenti supportano la gestione dei consumi di carburante e la manutenzione predittiva, mentre la tracciabilità digitale rende più trasparenti le performance ambientali lungo l’intera filiera».
Il progetto si concentra su logistica, pianificazione, ingegneria di produzione e sicurezza. Quali benefici vi attendete lato Benetti?
«L’integrazione dell’IA in queste aree migliorerà significativamente la funzionalità operativa, consentendo di analizzare un numero molto più ampio di condizioni e variabili e di valutarne con precisione gli impatti economici e operativi, riducendo i rischi relativi alla documentazione sulla sicurezza e degli errori nelle attività manuali e automatizzabili, potenziando la capacità decisionale grazie al supporto dei dati e alla riduzione dei tempi di elaborazione manuale dei semilavorati a favore dello sviluppo delle competenze interne su attività a valore aggiunto».
Quali risultati ha già prodotto la collaborazione sulla sincronizzazione dei flussi logistici e come l’IA ne amplifica l’impatto?
«La sincronizzazione dei flussi logistici – risponde Balistreri – ha già genera to benefici misurabili, in termini di movimentazioni superflue e consumi energetici. La tracciabilità puntuale dei materiali tramite l’Unità Standard Logistica e l’allineamento tra consegne, programma nave e spazi di cantiere, hanno migliorato efficienza e sicurezza. L’introduzione di soluzioni di Agentic AI amplificano questi risultati, analizzando i dati in tempo reale e coinvolgendo l’operatore umano solo nelle eccezioni critiche».
Quanto è strategica la simulazione predittiva degli scenari produttivi?
«In un settore complesso e caratterizzato da lunghi cicli produttivi – spiegano Moltedo e Balistreri – la simulazione consente di valutare in anticipo l’impatto delle scelte produttive. I simulatori “what-if” permettono di anticipare criticità, ridurre rilavorazioni e migliorare la pianificazione, con un impatto ambientale concreto e misurabile».
Quale ruolo ha il capitale umano in questo percorso?
Per Moltedo, «la tecnologia non sostituisce le persone, ma ne valorizza il contributo. Ridurre le attività a basso valore aggiunto significa liberare tempo per lo sviluppo delle competenze tecniche e digitali fondamentali per un modello produttivo moderno. È questa sinergia tra tecnologia e professionalità che rende i processi più sostenibili, resilienti e orientati al futuro».
«Il capitale umano – ribatte Balistreri – è centrale. La riduzione delle attività manuali è un’opportunità per valorizzare le persone e sviluppare competenze interne. Il progetto riprende la metodologia Quinn, un modello partecipativo che coinvolge il capitale umano fin dall’analisi dei bisogni e accompagna progressivamente le persone nell’adozione del cambiamento».
Quanto conta il legame tra ricerca e industria per l’innovazione sostenibile?
Per Moltedo, «questa connessione favorisce una più rapida sperimentazione di tecnologie emergenti, una maggiore capacità di trasferirle nei processi produttivi e un miglior allineamento alle normative ambientali e agli standard internazionali. In questo modo la nautica può diventare un settore più competitivo, capace di proporre prodotti e processi ad alto contenuto tecnologico e con un impatto ambientale ridotto. La cantieristica italiana può così consolidare la sua leadership globale, confermando che la cooperazione tra accademia e industria è un motore fondamentale di progresso e sostenibilità».
Risponde Balistreri: «la collaborazione con Benetti riflette la missione del Consorzio Quinn: creare un ponte tra ricerca universitaria e mondo industriale per migliorare competitività e performance attraverso soluzioni custom. Lavorare con un’eccellenza della cantieristica significa integrare tecnologia, persone e processi, generando così valore sostenibile. L’uso dell’Intelligenza Artificiale in logistica, pianificazione, qualità e sicurezza è favorito dall’adozione di nuovi processi e modalità di lavoro».




